L’aspetto ecologico nel lavoro dell’agricoltore sta assumendo con il passar del tempo sempre maggiore rilevanza, in funzione di una accresciuta consapevolezza dei rischi ai quali si va incontro utilizzando tutta una serie di determinati prodotti per la difesa delle colture.
  Nel secondo dopoguerra, nei paesi industrializzati, si è avuto uno sviluppo della ricerca che ha portato le aziende farmaceutiche ad immettere sul mercato dei prodotti di grandissima efficacia pratica, ma delle cui ripercussioni sull’ambiente e sulla salute dell’uomo non si sapeva, o non si voleva sapere, nulla. Uno degli esempi più eclatanti è quello del DDT, usato negli anni sessanta in maniera indiscriminata non solo nelle coltivazioni ma addirittura nelle abitazioni come insetticida. Da questo punto di vista il territorio montalcinese, che durante gli anni sessanta e settanta vide lo spopolamento delle campagne, fu fortunato: l’abbandono delle terre determinò la non necessità di usare i peggiori antiparassitari, diserbanti ed insetticidi all’epoca in commercio, permettendo di fatto ai terreni di rimanere incontaminati.
   Con gli anni ottanta una crescente informazione ha portato gli agricoltori ad essere sempre più attenti ai prodotti che utilizzano, in primo luogo perché sono essi stessi i principali soggetti a subire le conseguenze della tossicità dei presidi sanitari usati.
   Ciò premesso, per la coltivazione delle nostre viti usiamo solo prodotti di copertura quali rame e zolfo, che permettono la difesa dalle principali avversità della vite: la peronospora e l’oidio. Detti prodotti, essendo di origine naturale, ed esplicando la propria azione con la formazione di una pellicola protettiva esterna che non permette ai patogeni di attaccare la pianta, hanno un intervallo di sicurezza ridotto (15 giorni) e con il dilavamento se ne perdono le tracce. Considerando che sospendiamo i trattamenti alla fine di luglio e che la vendemmia non avviene prima della fine di settembre inizio ottobre, i rischi di residui sull’uva sono praticamente assenti. Inoltre cerchiamo di effettuare i trattamenti sempre con carattere preventivo, in modo da utilizzare la minor quantità possibile di  principio attivo.
   Per contrastare altre avversità quali ad esempio i ragnetti rossi e gialli, immettiamo nei vigneti popolazioni selezionate di insetti antagonisti.
   In generale poi le ottime condizioni di ventilazione di cui gode una zona come la nostra, posta ad un’altitudine di circa 400 metri sul livello del mare e particolarmente esposta a qualsiasi vento, rappresentano di per sé la migliore difesa dai problemi di botrite e marciume acido.
   In merito alle erbe infestanti non utilizziamo diserbanti, ma lavorazioni con appositi attrezzi (scavallatori e sterpatori)  che permettono di sradicare le erbe anche tra vite e vite.
   La concimazione del terreno avviene solo con concime di stalla, grezzo o pellettato.
   Riguardo agli olivi non abbiamo mai fatto nessun tipo di trattamento, in quanto non se ne è mai presentata la necessità.
   A tutto questo è da aggiungere che l’attenta cura ed il rispetto della natura, derivante dalla cultura contadina di Fabiano, affiancata  dalla specifica preparazione accademica di Valentina (siamo forse gli unici a Montalcino ad avere un biologo in azienda), danno luogo ad una competente gestione delle coltivazioni con particolare attenzione alla salute dell’uomo e dell’ambiente.


Ecologia
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